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Visualizzazione dei post con l'etichetta tom waits

Mule Variations: ritorno del poeta alle radici

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Il ritorno del poeta errante nella terra delle radici Quando nel 1999 Tom Waits pubblica Mule Variations , il suo tredicesimo album in studio, il mondo musicale vive un momento di transizione complesso: il rock alternativo si sta dissolvendo in mille rivoli, l’hip hop conquista un ruolo centrale nella cultura popolare, il country tradizionale tenta di salvarsi dalla plastificazione del mainstream. In questo panorama incerto, Waits decide di tornare a ciò che conosce meglio, ovvero quella terra di confine dove convivono la tradizione rurale americana, i blues malconci da bar di periferia, le ballate notturne imbevute di malinconia e la poetica degli ultimi, degli emarginati, dei sognatori sconfitti. Mule Variations arriva a sei anni di distanza da Bone Machine , disco oscuro e spigoloso, che aveva mostrato un Waits sperimentale, quasi ossessivo nel voler spogliare la musica fino al midollo. Con il nuovo lavoro, invece, l’autore sembra ritrovare una forma di equilibrio più umano, più ...

1978: anno d'oro per il rock

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Il 1978 è l'anno di STREET-LEGAL, BLUE VALENTINE, WAVELENGHT, ECC... Il 1978 è stato un anno straordinario nella storia della musica rock, segnato da pubblicazioni fondamentali di artisti leggendari. In particolare, Bob Dylan, Tom Waits, Bob Seger, Van Morrison, Tom Petty e Bruce Springsteen  hanno offerto album che non solo hanno definito le loro carriere, ma hanno anche catturato lo spirito e i cambiamenti di quell’epoca. Questi album del 1978 rappresentano non solo momenti chiave nella carriera di ciascun artista, ma anche un riflesso delle trasformazioni musicali e culturali dell’epoca. Tra introspezione, sperimentazione e conferme. Bob Dylan – Street-Legal Nel 1978, Bob Dylan pubblicò Street-Legal , un album che mostrava un cambio significativo nella sua produzione. Dopo le sonorità folk e country degli anni precedenti, Dylan abbracciò arrangiamenti più elaborati, con l’introduzione di una sezione di fiati e cori gospel. Brani come “Changing of the Guards” e “Is Your Love ...

Bone Machine, requiem per l’umanità scolpito nel calcio

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  Bone Machine - Requiem per l’umanità, scolpito nel calcio Tom Waits è un artista unico, capace di muoversi tra le pieghe della musica, del teatro e del cinema con un’intensità che trascende i confini delle discipline. Con una carriera iniziata nei primi anni Settanta, Waits si è trasformato nel corso del tempo in una figura cardine dell’avanguardia artistica, combinando elementi teatrali, letterari e musicali in una sintesi creativa unica. Muove i primi passi nella vivace scena musicale californiana dei primi anni Settanta, un periodo segnato da fermenti artistici e sociali senza precedenti. La California è in quegli anni un crocevia di influenze culturali, dall’onda lunga del movimento hippy al crescente interesse per le arti sperimentali. A Los Angeles e San Francisco si sviluppano ambienti in cui la musica folk, il jazz e il blues si fondono con le sperimentazioni teatrali e letterarie. Nato a Pomona, emerge in questo contesto con uno stile che già nei primi dischi riflette ...

Tom Waits: la trilogia che ha cambiato il volto alla canzone d'autore

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Per comprendere davvero la trilogia che ha ridisegnato l’universo sonoro di Tom Waits – Swordfishtrombones (1983), Rain Dogs (1985) e Franks Wild Years (1987) – bisogna tornare agli anni immediatamente precedenti, quando l’artista californiano iniziava segretamente a smontare la macchina narrativa del proprio personaggio. La critica spesso immagina un taglio netto tra il vecchio Waits jazz-blues da bar notturno e il nuovo manipolatore di rumori, percussioni metalliche, arrangiamenti da cabaret post-industriale. Ma la verità, come sempre nel suo caso, è più complessa e più affascinante. Album come Heartattack and Vine (1980) e soprattutto la colonna sonora One from the Heart (1982) rappresentano infatti una zona di turbolenza stilistica, un corridoio di passaggio in cui qualcosa comincia a incrinarsi. In Heartattack and Vine resiste ancora l’immaginario crepuscolare degli anni Settanta, con i suoi pianoforti logori e la voce da crooner sfondato, ma il tono diventa più duro, più a...

1972-1977: sei dischi scelti (Vol. 4)

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Sei dischi, anno dopo anno (1972–1977) Questo ciclo 1972–1977 non racconta una “stagione” nel senso giornalistico del termine, ma un processo di sedimentazione . Sei dischi, uno per anno, sei autori o gruppi diversi che però non vivono in compartimenti stagni: si parlano, si riconoscono, si attraversano. Non è una storia di influenze astratte, ma di musica suonata , di studi di registrazione, di musicisti che entrano ed escono dagli stessi mondi sonori. L’asse portante non è un singolo artista dominante, bensì The Band , che fungono da collante culturale, musicale e persino etico. Intorno a loro ruotano i Rolling Stones nel momento più americano della loro storia, Neil Young nel pieno della sua trilogia del dolore, Tom Petty all’esordio come erede naturale di quella grammatica roots, e Van Morrison in una fase di transizione segnata dalla presenza decisiva di Dr. John. Proprio Dr. John rappresenta l’arco laterale che apre e chiude il percorso: musicista di sessione sia in Exile on ...

Da The River a Making Movies: gli album usciti in ottobre che hanno definito un’epoca

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C’è qualcosa nell’aria d’ottobre che sembra sposarsi perfettamente con la musica: la luce che cambia, le giornate che si accorciano, l’inizio di un tempo più introspettivo. Non è un caso se tanti dischi fondamentali del rock sono nati proprio in questo mese. Da Tom Waits a Bruce Springsteen, da Dylan ai Dire Straits, ottobre ha spesso rappresentato un crocevia creativo, il momento in cui il rock si fa racconto e riflessione. The Heart of Saturday Night – Tom Waits (1974) Pubblicato il 15 ottobre del 1974, The Heart of Saturday Night segna la vera nascita artistica di Tom Waits. Dopo l’esordio ancora incerto di Closing Time , qui il cantautore californiano trova finalmente la sua voce: quella ruvida, notturna, intrisa di jazz, poesia e malinconia. Le strade di Los Angeles diventano un teatro abitato da sognatori, perdenti e poeti da bar. Canzoni come San Diego Serenade , Shiver Me Timbers e la title track raccontano la notte americana con un romanticismo sghembo, da Bukowski con il ...