Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta tom petty

A proposito di Wildflowers di Tom Petty

Immagine
- Breve doveroso prologo  - Scrivere un articolo dedicato a Tom Petty è un’incredibile emozione, per me. Ho scoperto la sua musica quando avevo poco più di vent’anni, restandone a dir poco folgorato. Tom Petty, la cui carriera discografica è meglio nota con la denominazione “ Tom Petty & The Heartbreakers ” è stato una costante tra i miei ascolti degli ultimi diciotto anni. Sono molto affezionato a un cospicuo numero di album, motivo per cui doverne scegliere soltanto uno per l’occasione, non è affatto facile, tutt’altro. Sedici album a cui bisogna aggiungere alcuni importanti lavori complementari, con band come “Mudcrutch” e “Traveling Wilburys”, senza poi dimenticare le produzioni realizzate per Johnny Cash e Chris Hillman, i brani scritti in collaborazione con Steve Nicks e Bob Dylan e tanto altro ancora. Eppure, malgrado ci abbia lasciati con un’eredità musicale, e un catalogo di prim’ordine, resta il rammarico e la sensazione che qualcosa di valido, Something Good Coming ,...

1993-1998: sei dischi scelti (Vol. 3)

Immagine
1993-1998: l a voce nuda, la canzone come testimonianza Tra il 1993 e il 1998, una parte decisiva della musica americana compie un movimento silenzioso ma radicale: smette di inseguire il presente e torna a interrogare le proprie fondamenta. Non si tratta di un revival nostalgico, né di un’operazione di recupero filologico. È piuttosto una fase di sottrazione, di spoliazione consapevole, in cui artisti maturi scelgono di ridurre il linguaggio per renderlo più vero. Il formato “sei dischi, anno dopo anno” permette di osservare questo processo non come somma di singole carriere, ma come traiettoria collettiva, dove ogni album risponde al precedente e prepara il successivo. Il periodo si apre con Bob Dylan che, nel 1993, pubblica World Gone Wrong , un disco acustico, quasi claustrofobico, fatto di tradizionali folk e blues. È un gesto controcorrente in un’epoca dominata dalla produzione e dall’espansione sonora. Dylan non innova: scava. Non firma brani nuovi: sceglie canzoni antiche e l...

1988-1993: sei dischi scelti (Vol. 2)

Immagine
INTRODUZIONE A "SEI DISCHI ANNO DOPO ANNO" VOL. 2 (1988–1993) L’arco temporale 1988–1993 segna una fase particolare nella storia della popular music angloamericana: non è più l’epoca delle grandi fratture generazionali, né quella delle avanguardie dichiarate. È piuttosto un tempo di ricomposizione , di bilanci, di ritorni consapevoli. Gli anni Ottanta stanno finendo e, prima che il decennio successivo imponga nuove estetiche e nuove retoriche, alcuni artisti fondamentali decidono di guardarsi indietro senza nostalgia sterile, ma anche senza ironia postmoderna. Il format “sei anni sei dischi” qui trova forse la sua espressione più naturale, perché i dischi scelti non sono isolati : parlano tra loro, condividono musicisti, produttori, idee di suono, perfino una simile postura morale. Non è un revival programmato, ma un ritorno alla sorgente che passa attraverso amicizie, collaborazioni e una memoria condivisa del rock come linguaggio adulto. Il punto di partenza non può che...