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Sound and Vision: viaggio nella musica (Vol. 3)

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Dal tripudio cromatico di Abraxas alla sospensione geometrica di Van Morrison, fino al murale urbano di Dylan, Sound and Vision: colori e suggestioni sonore (Volume 3)  mette in luce come le copertine dei dischi degli anni ’70 e ’80 siano veri strumenti di ascolto visivo. Ogni colore, ogni dettaglio iconografico anticipa emozioni, timbri e atmosfere, trasformando il gesto di guardare in un atto di percezione sonora. Non una guida enciclopedica, ma un percorso personale e autobiografico che intreccia memoria, suono e visione, rivelando la sinestesia nascosta tra immagine e musica. Sound and Vision: colori e suggestioni sonore nasce come un esercizio di ascolto che passa attraverso lo sguardo. La selezione dei nove dischi presi in esame non risponde a un criterio enciclopedico né a una gerarchia critica prestabilita, ma a una suggestione, a un corto circuito percettivo legato alle scelte cromatiche delle copertine e al modo in cui queste continuano a dialogare con la musica che cont...

Sound and Vision, suoni colori e copertine

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Dal caleidoscopio psichedelico dei primi anni Settanta alla rarefazione spirituale degli anni Ottanta, un viaggio attraverso dischi e immagini in cui musica e visione costruiscono un linguaggio comune, tra rock, jazz e introspezione. C’è un tempo in cui musica e immagine non si limitano a convivere, ma costruiscono insieme un linguaggio condiviso, fatto di rimandi, corrispondenze e risonanze interiori. Le copertine non sono semplici involucri ma superfici sensibili, capaci di suggerire suoni, atmosfere e traiettorie emotive prima ancora dell’ascolto. Guardare un vinile significava già entrare in un clima sonoro, e ascoltarlo voleva dire completare un’immagine, secondo la stessa logica che David Bowie avrebbe sintetizzato col brano "Sound and Vision".  Questa concezione richiama l’intuizione di Wassily Kandinskij, secondo cui colori, forme e suoni condividono la capacità di vibrare nell’interiorità dell’ascoltatore. Senza mai diventare un riferimento dichiarato, questa idea si...

Sei dischi scelti. 1966-1971 (Vol. 7)

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1966–1971: quando la musica iniziò a descrivere un'epoca. Introduzione . Tra il 1966 e il 1971 la musica popolare occidentale attraversa una trasformazione meno appariscente di quella degli anni immediatamente precedenti, ma forse più decisiva. Non è più il tempo delle rotture clamorose, delle rivoluzioni proclamate, dell’urgenza generazionale gridata. È il momento in cui il linguaggio musicale, dopo aver conquistato una libertà senza precedenti, è costretto a fare i conti con se stesso: con i propri limiti, con la propria durata, con la possibilità di diventare qualcosa che resti. In questi anni il pop e il rock smettono progressivamente di rivolgersi a un pubblico definito anagraficamente e iniziano a interrogarsi su questioni più profonde: la fragilità emotiva, il senso della memoria, il rapporto tra individuo e comunità, tra mito e quotidianità. È una fase di interiorizzazione, ma non di ripiegamento. Al contrario, è proprio nel momento in cui l’estetica si fa più sobria, più r...