Sound and Vision, suoni colori e copertine
Dal caleidoscopio psichedelico dei primi anni Settanta alla rarefazione spirituale degli anni Ottanta, un viaggio attraverso dischi e immagini in cui musica e visione costruiscono un linguaggio comune, tra rock, jazz e introspezione. C’è un tempo in cui musica e immagine non si limitano a convivere, ma costruiscono insieme un linguaggio condiviso, fatto di rimandi, corrispondenze e risonanze interiori. Le copertine non sono semplici involucri ma superfici sensibili, capaci di suggerire suoni, atmosfere e traiettorie emotive prima ancora dell’ascolto. Guardare un vinile significava già entrare in un clima sonoro, e ascoltarlo voleva dire completare un’immagine, secondo la stessa logica che David Bowie avrebbe sintetizzato col brano "Sound and Vision". Questa concezione richiama l’intuizione di Wassily Kandinskij, secondo cui colori, forme e suoni condividono la capacità di vibrare nell’interiorità dell’ascoltatore. Senza mai diventare un riferimento dichiarato, questa idea si...