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Visualizzazione dei post con l'etichetta anni novanta

Mule Variations: ritorno del poeta alle radici

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Il ritorno del poeta errante nella terra delle radici Quando nel 1999 Tom Waits pubblica Mule Variations , il suo tredicesimo album in studio, il mondo musicale vive un momento di transizione complesso: il rock alternativo si sta dissolvendo in mille rivoli, l’hip hop conquista un ruolo centrale nella cultura popolare, il country tradizionale tenta di salvarsi dalla plastificazione del mainstream. In questo panorama incerto, Waits decide di tornare a ciò che conosce meglio, ovvero quella terra di confine dove convivono la tradizione rurale americana, i blues malconci da bar di periferia, le ballate notturne imbevute di malinconia e la poetica degli ultimi, degli emarginati, dei sognatori sconfitti. Mule Variations arriva a sei anni di distanza da Bone Machine , disco oscuro e spigoloso, che aveva mostrato un Waits sperimentale, quasi ossessivo nel voler spogliare la musica fino al midollo. Con il nuovo lavoro, invece, l’autore sembra ritrovare una forma di equilibrio più umano, più ...

A proposito di Wildflowers di Tom Petty

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- Breve doveroso prologo  - Scrivere un articolo dedicato a Tom Petty è un’incredibile emozione, per me. Ho scoperto la sua musica quando avevo poco più di vent’anni, restandone a dir poco folgorato. Tom Petty, la cui carriera discografica è meglio nota con la denominazione “ Tom Petty & The Heartbreakers ” è stato una costante tra i miei ascolti degli ultimi diciotto anni. Sono molto affezionato a un cospicuo numero di album, motivo per cui doverne scegliere soltanto uno per l’occasione, non è affatto facile, tutt’altro. Sedici album a cui bisogna aggiungere alcuni importanti lavori complementari, con band come “Mudcrutch” e “Traveling Wilburys”, senza poi dimenticare le produzioni realizzate per Johnny Cash e Chris Hillman, i brani scritti in collaborazione con Steve Nicks e Bob Dylan e tanto altro ancora. Eppure, malgrado ci abbia lasciati con un’eredità musicale, e un catalogo di prim’ordine, resta il rammarico e la sensazione che qualcosa di valido, Something Good Coming ,...

Across The Borderline di Willie Nelson

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  Across The Borderline di Willie Nelson, pilastro della country music   Ascoltare musica con un certo impegno significa farsi coinvolgere in un marasma di sensazioni che spesso sono rivolte ai nostri ricordi, a emozioni passate che abbiamo attraversato, ma che in qualche maniera continuiamo a custodire nel profondo di noi. Un nome che per me è evocativo più di altri è sicuramente quello di Willie Nelson. Ricordo come se fosse accaduto pochi giorni fa il momento in cui mi avvicinai alla country music e in un solo colpo feci la scoperta di nomi come il suo, come quello di Kenny Rogers, Waylon Jennings, Tammy Wynette, Patsy Cline, Loretta Lynn, Merle Haggard e via dicendo. Era un box composto da tre dischi, dove avevano messo materiale vario, passando da Hank Williams a Woody Guthrie, da Kris Kristofferson a Johnny Cash. Eppure, in quel momento i due artisti che mi restarono più impressi furono proprio Waylon Jennings e Willie Nelson. In seguito scoprii che i due erano anche...

Bone Machine, requiem per l’umanità scolpito nel calcio

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  Bone Machine - Requiem per l’umanità, scolpito nel calcio Tom Waits è un artista unico, capace di muoversi tra le pieghe della musica, del teatro e del cinema con un’intensità che trascende i confini delle discipline. Con una carriera iniziata nei primi anni Settanta, Waits si è trasformato nel corso del tempo in una figura cardine dell’avanguardia artistica, combinando elementi teatrali, letterari e musicali in una sintesi creativa unica. Muove i primi passi nella vivace scena musicale californiana dei primi anni Settanta, un periodo segnato da fermenti artistici e sociali senza precedenti. La California è in quegli anni un crocevia di influenze culturali, dall’onda lunga del movimento hippy al crescente interesse per le arti sperimentali. A Los Angeles e San Francisco si sviluppano ambienti in cui la musica folk, il jazz e il blues si fondono con le sperimentazioni teatrali e letterarie. Nato a Pomona, emerge in questo contesto con uno stile che già nei primi dischi riflette ...

1993-1998: sei dischi scelti (Vol. 3)

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1993-1998: l a voce nuda, la canzone come testimonianza Tra il 1993 e il 1998, una parte decisiva della musica americana compie un movimento silenzioso ma radicale: smette di inseguire il presente e torna a interrogare le proprie fondamenta. Non si tratta di un revival nostalgico, né di un’operazione di recupero filologico. È piuttosto una fase di sottrazione, di spoliazione consapevole, in cui artisti maturi scelgono di ridurre il linguaggio per renderlo più vero. Il formato “sei dischi, anno dopo anno” permette di osservare questo processo non come somma di singole carriere, ma come traiettoria collettiva, dove ogni album risponde al precedente e prepara il successivo. Il periodo si apre con Bob Dylan che, nel 1993, pubblica World Gone Wrong , un disco acustico, quasi claustrofobico, fatto di tradizionali folk e blues. È un gesto controcorrente in un’epoca dominata dalla produzione e dall’espansione sonora. Dylan non innova: scava. Non firma brani nuovi: sceglie canzoni antiche e l...

1988-1993: sei dischi scelti (Vol. 2)

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INTRODUZIONE A "SEI DISCHI ANNO DOPO ANNO" VOL. 2 (1988–1993) L’arco temporale 1988–1993 segna una fase particolare nella storia della popular music angloamericana: non è più l’epoca delle grandi fratture generazionali, né quella delle avanguardie dichiarate. È piuttosto un tempo di ricomposizione , di bilanci, di ritorni consapevoli. Gli anni Ottanta stanno finendo e, prima che il decennio successivo imponga nuove estetiche e nuove retoriche, alcuni artisti fondamentali decidono di guardarsi indietro senza nostalgia sterile, ma anche senza ironia postmoderna. Il format “sei anni sei dischi” qui trova forse la sua espressione più naturale, perché i dischi scelti non sono isolati : parlano tra loro, condividono musicisti, produttori, idee di suono, perfino una simile postura morale. Non è un revival programmato, ma un ritorno alla sorgente che passa attraverso amicizie, collaborazioni e una memoria condivisa del rock come linguaggio adulto. Il punto di partenza non può che...